Ponza
cara laura, cari francesca e dino, cara imelda, carissimi tutti e tutte,
sono appena tornata da ponza, quattro giorni di sole e di colori: c'ero già stata, ma questa volta c'era mio cognato che conosce l'isola sul serio e ce l'ha fatta vedere dal mare, caletta dopo caletta. Pur essendo un animale non del tutto marino sono rimasta abbagliata.
Volevo solo dirvi che in questi giorni, mentre mi godevo tutta quella meraviglia, ivan mi è tornato in mente tante volte, in momenti diversi. Lì per lì non capivo neanche bene perché. Non posso considerarmi un'amica di ivan, solo una collega di lavoro che gli voleva bene, non parlavamo così tanto. Ho dovuto tornare in redazione, chiedere agli altri, ricordare piccoli brandelli di conversazioni con lui. Era proprio Ponza il mare verso cui tante volte scappava mandando a fanculo tutto, da cui tornava con un'altra faccia, di cui raccontava beato. Mi sono ricordata le foto in barca che abbiamo pubblicato anche noi su liberazione, sono venuta qui a cercarle e ho trovato il video bellissimo del nuoto sincronizzato e dei tuffi.
Chi di noi è più tentato da una dimensione spirituale può pensare che davvero le persone continuino ad esserci, o almeno ad aleggiare, nei luoghi dove sono state felici. Agli altri non sembri ridicolo. Altrimenti possiamo confermarci che parti di ivan sono dentro di noi che gli siamo stati accanto, e ogni tanto si attivano - anche inconsciamente - e continueranno a farlo. In tante persone, tante occasioni.
Volevo condividere con tutte e tutti voi l'emozione di questa (non cercata) conferma. Sono passati undici mesi. Ho taciuto spesso i ricordi che mi sono tornati a sprazzi con la preoccupazione, magari sbagliata, di interferire malamente con la fatica di chi - qui, accanto a noi ogni giorno, prima di tutti laura - tenta di elaborare il lutto. Questa volta è stato tutto troppo vivido. Un abbraccio molto commosso
Carla
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