Luglio 2010

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Ivan

di admin (20/07/2010 - 09:45)

Potete scrivere a corvisieri@gmail.com inviando i vostri ricordi e le vostre foto di Ivan,
scomparso improvvisamente, a soli 37 anni, il 19 Luglio 2008

Ivan Bonfanti da Liberazione del 20/07/2008
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    Finalmente ti ho visto dietro i miei occhi chiusi

    di admin (20/07/2010 - 09:42)

    Stamani sono andato a lavorare, come tutti gli altri giorni, ma non ho
    pensato a te. Testa fra le nuvole, memoria balorda, non ho zucca per
    ricorrenze, compleanni; anche il passato, il mio, me lo lascio
    raccontare dagli altri, e per quanto mi sforzi di ricordare a volte
    sfugge. Ma io non lo tengo, non lo voglio tenere, perchè è acqua tra le
    dita.
    Oggi, nella calura della Val d?Adige, gridavano i falchi pecchiaioli, le
    poiane, i gheppi... chiamavano forte lì in alto, ma non ti pensavo,
    ascoltavo e guardavo lassù per vederli sfrecciare e girare e sentire la
    libertà fare eco tra le rocce.
    Poi a sera tornato a casa ero solo, stanco, ho cucinato e atteso i
    bambini... e non pensavo a te. Ma poi la notte, il sonno non mi ha
    voluto toccare, ero inquieto, anche triste. Finalmente ti ho visto
    dietro i miei occhi chiusi, ma non volevo bagnarli e mi sono alzato.
    Ho acceso il computer, scritto il tuo nome, ed ho saputo che oggi è il
    19 luglio. Memoria bastarda, era il luglio del 1988 che siamo partiti
    per Cuba, che i nostri sorrisi si sono incrociati e gli occhi con loro,
    per non lasciarsi poi mai nei vent'anni a seguire. Quante cose potrei
    raccontare di te in questi venti anni di incontri, ma non è vero, non ne
    sono capace, il colapasta avvitato sul collo non me lo permette e tutto
    ciò che mi resta, di te, è una pienezza nel petto, una risata sguaiata e
    un sorriso da matto, ed ore ed ore di parole scambiate, di lotte e di
    gare. Partite a pallone, partite a palletta, partite a muretta a scopa e
    a calcetto. Quanto gioco Ivàn, quanto gioco...
    Ne avevo bisogno, della tua pesante leggerezza, della tua matta
    dedizione, della tua bella testa lucida di pensieri; ma sono troppe le
    cose che sei stato per elencarle, ed ora che non sei qui, in carne e
    risate, a volte  entri di sorpresa in me, e sei un buco nel cuore, un
    buco grande come te, e risento intatto il tuo peso negli incontri di
    lotta che mi piomba addosso, e che ora mi piega la bocca.
    Fa male pensarti,  fa male ricordarti, ma è un dolore che ha sapore di
    vita buona, di vita pulita,  è un tesoro che ci hai lasciato e che non
    potrò mai perdere.
    Cazzo Ivàn, se fossi cattolico o giù di lì, ti chiederei di abbracciare
    tutti laggiù a Roma, Francesca, Dino, gli amici, Olga, e Roma stessa, ma
    sai com'è...mi sà che lo dovrò fare da solo, prima o poi
    Il tuo fratello vigliacco

    Thomas

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