Caro Ivan, ora parlaci tu!
Caro Ivan,
i tuoi genitori, e noi tutti, avremmo voluto gridarti, in tempo e con maggior forza: “Ivan, resta con noi, perché si fa sera” *
Ma tu sentivi che la strada si faceva stretta e non c’era tutto il tempo che ti sarebbe occorso per cogliere nuovi orizzonti e per immergerti nel respiro del mondo; e così te ne sei andato, come se il vivere una sola vita,
in una sola città,
in un solo paese,
in un solo universo,
vivere in un solo mondo
ti fosse prigione; come se conoscere una sola lingua,
un solo lavoro
un solo costume
una sola civiltà,
ti fosse prigione.
Ora non ci rimane che dirti:
“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi sconosciuti, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora!
Guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...". **
Ivan, ora parlaci tu. Consola Francesca e Dino, Laura e tutti noi.
Sì, parlaci ancora una volta, caro Ivan, carissimo figlio, nipote, cugino, amico, fratello, collega e compagno; dicci come fare, per non morire di dolore.
“Non dovresti conoscere la disperazione
se le stelle scintillano ogni notte;
se la rugiada scende silenziosa a sera
e il sole indora il mattino.
Non dovresti conoscere la disperazione, seppure
le lacrime scorrano a fiumi:
non sono forse gli anni più amati,
per sempre vicini al tuo cuore?
Piangono, tu piangi, così deve essere;
il vento sospira dei tuoi sospiri,
e dall'inverno cadono lacrime di neve
là dove giacciono le foglie d'autunno;
pure, presto rinascono, e il tuo destino
dal loro non può separarsi:
continua il tuo viaggio, se non con gioia, mai con disperazione!” ***
Roma, Mercoledì 23 Luglio 2008
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* Vangelo di Luca: “Quando furono vicini al villaggio dov’erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro.”
** Marguerite Yourcenar
***Emily Bronte
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Mompeo 19 luglio 2009
Ciao Ivan, hai visto quanti amici ti hanno ricordato? Un velo di mestizia, ma lieti e sereni accanto a mamma e papà, nell’assolato pomeriggio di Mompeo.
Proprio come li avresti voluti! Bravo! Hai seminato generosità ed il raccolto è buono
e copioso: gente sana, che ti guarda in faccia e che si sta dando da fare per rendere “attiva e perenne” la tua memoria. Dormi in pace, caro nipote; non sei solo!


