Ivan amatissimo
Ivan amatissimo
mi manchi tanto e profondamente. Il dolore è sempre tanto e troppo poco. E’ difficile, quasi impossibile trovare luogo e parole, il dolore e le parole non dicono il silenzio muto. Non so dire lo spaesamento, la tua assenza, il mistero della vita e della morte fusi e confusi insieme per sempre. I discorsi e le parole consolano o disperano.
Come portarti dentro? Come mantenere viva, in qualche modo, la tua presenza, la memoria di te, il tuo essere? In qualche modo ci appartieni. Il tuo non esserci ci scuote dal torpore. Noi, che non apparteniamo a una religione, ma sicuramente abbiamo della vita una tensione verso la spiritualità, lasciamo aperto il mistero della vita e della morte, non abbiamo facili risposte.
Amavi intensamente la vita: cosi ti vedo nel mio continuo immaginarti: la tua immediata e intuitiva intelligenza, ancora prima che politica era impregnata di umanità. Il tuo istinto profondo, la tua vitale irruenza, la tua spiccata socievolezza ti portavano all’incontro, che diventava quasi sempre amicizia, fratellanza, condivisione.
L’immediatezza di “vederti”, la facilità di immaginarti, mi sei presente nei tanti modi del tuo essere. Cosi mi arrivi, così ti conosco: sorriso aperto, il caloroso abbraccio, una immediata irritazione, una pacca sulla spalla di affettuosa complicità.
Abbiamo vissuto insieme quando eri piccolo: tanto tempo, tanto amore, tanta storia. Il nostro soggiorno a Parigi, con il tuo amico Alessandro. La Bretagna e tanto altro. Chiara e altri amici a casa mia. Eravamo tutti e due indaffarati e apparentemente lontani, ma allo stesso tempo un legame solido e profondo ci univa, di amore ed empatia, semplicemente c’eravamo.
Ivan amatissimo il tuo percorso di vita lo vedevi raggiungibile.
C’era Laura: il tuo amore un progetto di vita.
Zia Imelda
Badolato 19 maggio 2009


